Il Cantico Delle Creature


     Prima di andare al vero e proprio cantico scritto da San Francesco di Assisi, vorrei fornire qualche dato sulle circostanze che condussero a questo famosissimo scritto.

     La maggior parte di noi, che vede i santi secondo un’ottica romantica, è portata ad immaginarli piuttosto come eroi di leggende e di storie fiabesche. Le loro vite sono affascinanti, colme di cose create dalla fantasia. E così è nel caso di San Francesco, specialmente a proposito del modo in cui egli scrisse Il Cantico Delle Creature (più noto come Il Cantico Di Fratel Sole).

      Io per primo immaginavo sempre Francesco mentre gioiva allegro nei campi fuori dalla sua amata Assisi tra uccelli che cantano, fiori sbocciati, totalmente rapito nell’amore di Dio. "Il Piccolo Sciocco di Dio"",  come qualcuno lo aveva affettuosamente chiamato. E questo è il modo in cui io immaginavo la scena di quando Francesco scrisse il suo famoso Cantico.

     A parte l’essere rapito nell’amore di Dio, il resto è tutta fantasia, la realtà di come Francesco giunse a scrivere il Cantico è in totale contrasto con la romantica scena nella mia immaginazione.

     Secondo I suoi biografi, Francesco scrisse questo Cantico nella primavera del 1225, appena un anno e mezzo prima della sua morte.  Aveva ricevuto il dono delle Stigmate sei mesi prima e stava soffrendo per il dolore straziante di queste ferite d’amore e per la debolezza dovuta alla perdita di sangue.   I suoi anni di digiuno e penitenza avevano causato danno al suo stomaco ed alla sua milza.  Francesco soffriva di strazianti emicranie ed era dolorosamente cieco, qualcuno dice a causa di tutti gli anni di pianto nel rimorso dei suoi peccati. Francesco descrisse la pena come pezzettini di vetro che perforassero i suoi occhi.

     Francesco rimase per breve tempo al convento di San Damiano, dove Santa Chiara si occupò del suo caro padre spirituale.   Una capanna fu costruita per lui fuori dal convento, e là Francesco giaceva nel tormento e nella sofferenza.   La capanna brulicava di topi che lo infastidivano continuamente, arrampicandosi sul tavolo dov’egli mangiava e nel suo letto quando cercava di dormire; squittendo e zampettando sul suo viso.

     Prossimo a disperarsi, Francesco lanciò un grido verso Dio e fu immediatamente consolato dal suo amato Padre celeste.

     "Il mattino seguente, come il sole si levò, Francesco chiamò I suoi compagni e disse: ‘Il Signore s’è degnato di assicurarmi che dovrò un giorno entrare nel Suo Regno.   Così, per mostrarGli la mia gratitudine, io desidero comporre questo nuovo canto che voi state per sentire’.  E il santo cieco, per cui il minimo raggio era una tortura, cantò loro quello che egli chiamò:
Il Cantico di Fratel Sole:"(1)


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1San Francesco d’Assisi, Una biografia di Omer Englebert
(c) 1965 Franciscan Herald Press pp 251


Il mio sentito ringraziamento a
Guido Pagliarino
per la sua traduzione italiana.
Dio ti benedica, caro amico!











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