Accadde mentre Lo attendevo,
il più prezioso dei Suoi regali.
Cantava il coro un dolce inno
e per il posto che occupavo in chiesa,
stava venendo il
momento d’alzarmi, camminare e unire le mie mani
a coppa per ricevere i Suoi preziosi Corpo, Sangue
Anima e Divinità.
Chinai il mio capo in preghiera, agognandoLo.
Mentre desideravo ardentemente la nostra Comunione,
Anch’Egli mi voleva corpo ed anima.
E cogli occhi della mente Lo vedevo avvicinarsi.
A braccia tese mi chiamò
E lentamente io presi la Sua mano.
Lo sentii attirarmi a Lui
E per la sorpresa restai senza fiato.
Per Lui feci una svelta piroetta,
Egli allora m’attrasse ancora a Sé,
Allegramente, amorevolmente,
E iniziammo a ballare!

A questa mia reazione,
Egli slanciò indietro la Sua testa,
E rise!
Con tale gioia!
E noi danzammo! E noi danzammo!
Questo ballo fu il mio!

Noi volteggiammo e turbinammo nella musica,
E la visione della mia cuore s’allargò.
Mi resi conto che stavamo danzando,
In una gloriosa sala da ballo
Su un pavimento d’oro
Che risplendeva sotto i nostri piedi,
Una pista perfetta per questo mio ballo.
E chi erano i musicisti,
Chi sonava quest’amabile aria?
Con mio stupore io vidi,
Un’orchestra di angeli,
In tale modo danzavamo e danzavamo
questo ballo, il mio
A lungo volteggiammo intorno intorno,
E con la coda dell’occhio,
M’avvidi ch’era stata la Comunione dei Santi,
A dare l’attacco al coro,
Cantando questo bell’inno danzabile.
E la gioia sui loro visi risplendeva luminosìssima,
Tutti loro conoscevano questa mia felicità,
Essi avevano danzato questo ballo a suo tempo.
Ma oggi, per il momento, questo ballo era il mio.

Così gran gioia avrei dovuto provare,
per Lui che sorrideva tanto lietamente,
guardandomi negli occhi,
col più puro, profondo amore!
Egli veramente amava danzare con me
questa ballo ch’era il mio.

Ma ecco che divenni improvvisamente cosciente,
di chi ero realmente,
per l’immagine che vidi riflessa nello specchio,
e mi meravigliai ad alta voce:
"Chi sono io, Signore, che Tu possa amarmi così?!
Per quanto dovresti vedere in me, io non potrei.
Lascia ch’io veda me stessa coi tuoi occhi, Signore,
in modo ch’io possa godere questo ballo, che è il mio.“

E all’istante mi vidi
com’egli vede realmente noi tutti,
e… oh, che meravigliose creature siamo!
Per nostro Signore non contano
né età, né corpi, né femmina, né maschio,
ma le nostre anime gloriosamente splendenti,
a immagine di Lui!
E a quel punto -- realizzando la mia bellezza -
fu il mio turno
di gettare il capo indietro e ridere
e godere appieno questo ballo ch’era il mio.

Mi guidò per il lungo pavimento dorato
sino a conquistarne l’estremità più lontana.
E là s’arrestò ed io guardai in alto per vedere
La Regina Madre assisa in trono.
Ell’aveva guardato tutt’intera innanzi a sé
questa mia danza.
Si levò in piedi questa bella signora,
e venne verso suo Figlio e me,
e delicatamente, mai così  delicatamente,
pose la mano sopra la mia guancia,
sorridendo a suo Figlio,
e guardandomi negli occhi,
mi prese la mano e la pose in quella di Lui,
e disse: “Danza con la sposina, caro Figlio mio”.


E andammo fuori, il mio Sposo ed io,
e danzammo e danzammo oltre la sala,
fuori, sulla terrazza e nel giardino,
di tal bellezza da togliere il fiato,
che meraviglioso sfondo per questo ballo, il mio!
“Ti condurrei, ti introdurrei nella casa di mia madre.” Cantico dei Cantici 8:2
Sì, per adesso questo ballo è il mio,
ma per quando questa danza sarà finita,
io prego d’essere in quel coro Celeste,
quando sarà il  tuo turno di danzare questo ballo.
Ed io canterò con enorme gioia
mentr’Egli ballerà con te, Sua sposa.
Ma per ora, per oggi,
io volentieri danzerò,
questo ballo destinato solamente a me.

(C) Aprile 2000: CTherese




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"Se ne è entrata la sposa
nell’ameno giardino desïato,
e a suo agio riposa,
il collo reclinato
sopra le dolci braccia dell’Amato."
~~
San Giovanni della Croce, Cantico tra l’anima e lo Sposo, 22~~

"Quanto sono soavi le tue carezze, sorella mia, sposa,
quanto più deliziose del vino le tue carezze."
~~
Cantico dei Cantici 4:10~~

"Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa,
giardino chiuso, fontana sigillata.
...levati, aquilone, e tu, austro, vieni,
soffia nel mio giardino
si effondano i suoi aromi.
Venga il mio diletto nel suo giardino
e ne mangi i frutti squisiti."
~~
Cantico dei Cantici 4:12; 4:16~~

"Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa,
Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o cari!
~~
Cantico dei Cantici 5:1~~

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Il mio sentito ringraziamento a
Guido Pagliarino
per la sua traduzione italiana.
Dio ti benedica, caro amico!

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